Progetto didattico: Le tre città ideali - Studi di prospettiva per un mondo nuovo

 
 
Si conclude il progetto realizzato dalla Sovrintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Marche "Le te città ideali" articolato nel biennio 2009 - 2011. I lavori prodotti dalle classi 3B e 3C  del corso geometri sono esposti dal 07 giugno 2011 presso il Palazzo Ducale di Urbino.

In fondo alla pagina sono riportate le cinque tavole prodotte dalla nostra Scuola.

  
La tavola di Urbino - La Città ideale è un dipinto tempera su tavola (67,5x239,5 cm) di autore ignoto, generalmente identificato come "Anonimo fiorentino", databile tra il 1480 e il 1490 e conservato nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. L'opera, una delle immagini simbolo del Rinascimento italiano, vide la luce alla raffinata corte urbinate di Federico da Montefeltro ed è stata alternamente attribuita a molti degli artisti che vi gravitarono attorno: tra i nomi proposti ci sono Piero della Francesca, Francesco Laurana, Francesco di Giorgio Martini o anche lo stesso Leon Battista Alberti, del quale sarebbe l'unica prova pittorica.
 

La tavola di Berlino - Una seconda Veduta di città ideale, forse più tarda (1495 circa), si trova a Berlino, nella Gemäldegalerie. La veduta è colta da una loggia, da cui si dipanano in profondità le direttrici prospettica evidenziate dal reticolato del pavimento, che conducono lo sguardo in profondità verso un attivo porto. Anche in questo caso appare chiaro l'intento celebrativo del buon governo, che assicura prosperità economica al territorio. Le tre tavole, simili ma diverse, sono ispirate al concetto di Copia et Varietas teorizzato da Leon Battista Alberti ed estremamente popolare nell'arte rinascimentale della seconda metà del Quattrocento.

    

La tavola di Baltimora - Alla Walters Art Museum di Baltimora esiste un'altra Veduta di città ideale (80,33x219,8 cm), attribuita allo steso autore della tavola urbinate e che forse anticamente ne faceva un pendant. Anche in questo caso si ha una veduta, sviluppata prevalentemente in orizzontale, di una piazza rinascimentale ideale. In quel caso però si insiste più sulla presenza di singoli monumenti che sull'impianto di insieme. Il lato frontale della piazza infatti è occupato da ben tre monumenti classici: un anfiteatro (riproduzione in scala del Colosseo), un arco di trionfo trifornice come l'Arco di Costantino (in posizione avanzata e con una veduta di torre dal fornice centrale) e un edificio a pianta centrale (una rielaborazione del Battistero di Firenze, che all'epoca era creduto ancora il tempio romano di Marte riconvertito in chiesa). I lati sono chiusi da due palazzi pressoché simmetrici, simili per volumetria ma diversi nella decorazione, mentre la piazza vera e propria è ribassata di alcuni gradini, decorata da quattro colonne onorarie con statue simboliche sulla sommità e da una fontana al centro. Le statue sono le Virtù del buon governatore e fra di esse si riconoscono la Giustizia, con la spada, e la Liberalità, con la cornucopia. Alcune figurette umane passeggiano al centro della piazza. Per la minore sintesi e la costruzione prospettica di base meno profonda e articolata, questa seconda tavola è datata a un periodo immediatamente anteriore alla Città ideale di Urbino, verso il 1470-1480.

 La città vissuta

                                                           La città ideale...la città reale

 Le tre città ideali

                                                                        Prospettive diverse

 Spazio centrale