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Grazie alla stazione meteo installata sul tetto della scuola “F.M. della Rovere” nel 2006, nel corso di questo anno scolastico, gli studenti del II anno geometri hanno condotto delle indagini finalizzate a verificare se le condizioni meteorologiche che caratterizzano il territorio locale sono tali da favorire il ristagno degli inquinanti emessi dagli svariati comparti industriali presenti. Il lavoro che sarà presentato
anche in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, celebrata il 5 giugno
2008
a Sestola (MO) rappresenta solo la prima fase di una ricerca più completa sulla
qualità dell’aria. Infatti oltre alla conoscenza dei tipi di inquinanti, delle
concentrazioni e delle fonti, è molto importante conoscere le condizioni
meteorologiche locali per capire se possono favorire o meno la dispersione
degli inquinanti.
Rispetto all’intensità, dominano di gran lunga le condizioni di calma di vento che non favoriscono la dispersione degli inquinanti. La morfologia del territorio (fig.1), con la presenza di valli trasversali rispetto al corso principale del fiume Metauro, influenza in modo determinante la direzione dei venti che si dispongono secondo due direzioni principali NE – SW e questa caratteristica si può leggere sia nell’andamento stagionale che in quello giornaliero. I venti più intensi, che raramente superano la velocità che è tipica di una brezza (v =< 4 m/s), spirano dai quadranti meridionali, durante il giorno, mentre quelli più deboli si orientano secondo le direzioni settentrionali, nelle ore notturne. L’andamento che si riscontra è quello tipico di un regime di brezza monte – valle che per quanto riguarda il problema preso in analisi, rappresenta una condizione estremamente sfavorevole alla dispersione di inquinanti in quanto, se di giorno il vento tende ad allontanare gli eventuali inquinanti dal punto di emissione, la sua intensità non è abbastanza sufficiente da impedire che di notte l’inversione della direzione del vento li riporti all’origine (fig.2). Infine anche la valutazione delle condizioni di stabilità atmosferica hanno fornito, in relazione ai dati posseduti, che irraggiamento scarso e venti deboli determinano con maggiore frequenza, durante le ore diurne uno stato di cosiddetta neutralità dell’atmosfera, che non è sufficientemente efficiente a diluire masse di inquinanti (figg. 3, 4). L’analisi condotta grazie al contributo dell’Università di Urbino e del Comune di Urbania permette di concludere che, vista anche la presenza di svariate attività produttive presenti sul territorio, le condizioni meteorologiche che lo caratterizzano sono tali da costituire un fattore di rischio per l’accumulo di inquinanti. Ci si auspica che le indagini possano proseguire in modo da identificare le specie inquinanti e le loro concentrazioni e poter definire un quadro completo che consenta di valutare il livello di rischio per la salute umana e per l’ambiente. |
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Fig.1 La morfologia del territorio, caratterizzata dalla presenza di valli trasversali all’andamento principale del fiume Metauro, influenza la direzione locale dei venti |
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Fig.2 Il regime di brezza monte – valle, rilevato dall’analisi dei dati, favorisce il ritorno degli inquinanti emessi da una sorgente nella valle, verso la sorgente stessa durante la notte |
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Figg. 3,4 Dall’analisi della stabilità atmosferica è emerso che durante le ore diurne si verifica con maggiore frequenza uno stato di neutralità, che tra tutte le condizioni diurne è quella meno favorevole alla dispersione degli inquinanti |
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